cambiare stato

Cambiare di stato – Franco Mussida

La mostra con le sue “17 Stazioni d’Ascolto con Vista sulla Musica”, è dedicata a chi ama la Musica da sempre, e ai giovani che l’hanno scoperta da poco. Offre l’occasione di sperimentare, di avvicinarsi ai poteri del mondo “sonoro-vibrante”. Senza suono non potremmo comunicare, raggiungerci, toccarci nel nostro intimo, scambiarci emozioni e sentimenti. Lo specchio riflette la struttura fisica, conferma che siamo tutti uguali; che possediamo occhi, orecchie, gambe, mani. La Musica ci fa da specchio invisibile illuminando la nostra struttura interiore. Esiste per confermarci che siamo identici anche interiormente. Un’essenza impalpabile, vibrante, grazie alla quale viviamo malinconie, nostalgie, collere, paure, sensazioni di calma, di dubbio, di pace, serenità o di dolore interiore, senza dover fare alcuna esperienza di relazione con cose, luoghi, persone.

Le sculture sono di ceramica ricoperta di metalli preziosi. Sui manici sono riportati i simboli di 13 intervalli musicali, mattoni vibranti che servono per creare ogni tipo di genere e forma musicale. Il numero riportato indica l’intervallo con la sua invisibile forza vibrante. Subito sotto i simboli che rappresentano le forze che agiscono sulla nostra struttura affettiva modificandoci l’umore, facendoci vivere l’intima essenza di ogni singolo sentimento.

“Cambiare di Stato” parla degli aspetti invisibili che la Musica sa evocare in noi. Parla di relazioni intime, di distanze sonore capaci di modificarci l’umore. Parla di sacralità, di principi vibranti e del vero mistero della Musica: quello che permette a due semplici suoni di rasserenarci o costringerci in noi stessi fino a farci piangere.

Ho pensato di offrire un occasione per sperimentare la Musica oltre le sue forme. Per riflettere su quel fremito sonoro che tocca le corde della nostra comune struttura affettiva facendola vibrare aldilà di ogni piacere o dispiacere per questa o quella canzone o sinfonia.

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